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La presenza della Vergine nei tre momenti della comunione eucaristica-prima, durante e dopo- è costante, come in tutto l’itinerario di fede vissuto alla luce di una vera Spiritualità, e penso in maniera particolare alla spiritualità mariana proposta dal Beato Luigi Maria Monti, lui stesso ripeteva in maniera costante “sia benedetta la santa ed Immacolata Concezione della beatissima vergine Maria, Madre di Dio e Madre Nostra.” dove il devoto vuole quasi scomparire, cedendo sempre il primo posto alla “mamma”,  la Madre di tutti, perché in questo modo disponga la vita di tutto il credente all’accoglienza del Divino Figlio.

La dottrina è stata nutrita e più solida e promulgata nell’Introduzione alla Collectio Missarum della B.V. Maria (messale delle messe mariane) nel quale c’è una introduzione molto ricca, mai c’è stato un insegnamento così chiaro riguardo a questa dimensione mariana. Si mettono in luce principi teologici sotto il titolo: la beata Vergine Maria nella celebrazione eucaristica. Tutto parte dal fatto che la celebrazione liturgica è la celebrazione dell’opera della salvezza.

La Sacrosantum Concilio al numero 3 parla sull’atteggiamento del Cristo verso la Madonna. Infatti sottolinea che la Chiesa venera con molto amore la Santa Madre di Dio.Quindi Maria non è solo parte del mistero del Figlio, ma fa parte di tutto il mistero. A questo mistero, Maria appartiene in maniera attiva, per cui è doveroso della Chiesa stessa di fare memoria anche di lei nella vita liturgica.

In sintesi, noi non possiamo celebrare il mistero del Figlio, senza manifestare il ruolo della Madre. Infatti, quando la chiesa celebra i divini misteri, il cristiano vive ed esperimenta ciò a cui è chiamato. Per questo Maria è un modello. Nella LG65 troviamo: “Maria che è entrata nel mistero della salvezza, rivela i massimi della fede, ella invia il credente al Figlio suo e all’amore del Padre”. Nel messale mariano troviamo come il ruolo di Maria, nell’economia della salvezza, è indicato con delle frasi conciliari. In modo particolare abbiamo la presenza di Maria all’inizio della chiesa, con la pentecoste.

Il primo punto basico che dobbiamo tener presente è che la madonna è capace di rendersi presente. Questo è possibile grazie alla sua condizione gloriosa. La presenza di Maria, analogamente a quella di Cristo, è una presenza reale. Quando si parla di reale è perché non è soggettiva ma oggettiva. Questo significa che non è una presenza simbolica, e quindi, personale.

Ci tengo a sottolineare il termine “personale”. Infatti per il professore la presenza di Maria è presente in tutto il suo essere, allo stesso modo di Cristo. Maria e il Figlio non possono dividere né separare. Per questo nella presenza del Figlio si trova anche la presenza della Madre. Per cui la presenza è di vita, ed è nello Spirito.

Questo significa che la presenza di Maria è anche davanti ad una persona. Infatti la presenza di un qualcuno è percepibile da un altro della stessa natura. Pensiamo per esempio al fatto che molti dei “veggenti della madonna” si sono trovati davanti alla Madonna e non solo vista,  c’è anche  chi l’ha visto e parlato. (Ma questo é un altro argomento)

Attenzione!!! È da ricordare che la presenza non si parla solamente in quanto corpo, ma ci sono delle presenze che non comportano il corpo. Per questo si dice che è una presenza nello Spirito. Questo spirito infatti informa alle facoltà umane. Nella liturgia la presenza è si reale, ma allo stesso tempo è santificatrice.

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